Quantum leap

Ora che lavoro e sono in ufficio con l’aria condizionata (ancora per poco?) non mi accorgo davvero dell’estate che scorre fuori.

Però oggi, con il sole nitido del dopo-temporale, l’aria fresca come in montagna, il panorama splendido del settimo piano dell’ufficio di Padova, mi prende una specie di nostalgia. Nostalgia degli ultimi giorni di scuola, quando tornavo a casa accaldato e mi rendevo conto che – davvero – era finita: potevo scegliere cosa fare, come gestire la mia giornata, in quale dei miei interessi tuffarmi per primo. Una sensazione liberante e meravigliosa.

Non si tratta però esattamente di nostalgia, perché non vorrei tornare indietro. E’ più una sensazione di gioia malinconica. Ricordo quei giorni e quelle atmosfere e quando ci ripenso mi viene un tuffo al cuore; allora, nella penombra di casa, mi aggiravo scalzo e pensavo che un giorno, forse, avrei provato proprio questa sensazione, ed è come un tunnel emotivo che attraversa gli anni e gli stati d’animo, ricollegandomi al ragazzo che ero quattro, cinque, sei anni fa.

Ed è bello ricordarsi come allora ero consapevole di godere appieno degli attimi che mi venivano regalati. Una consapevolezza che conservo gelosamente e che mi permette di non rimpiangere quei momenti, e soprattutto di essere felice ora, di nuovo.

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