Non-non-violenza

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

(grazie a Wittgenstein.it)

Sarebbe gia’ grave se una affermazione del genere provenisse, che ne so, da un ex ministro degli interni ora in carcere per qualche abuso d’ufficio.

Peccato che invece queste parole, di ieri, siano di Francesco Cossiga. Ex ministro degli Interni, ex presidente del Consiglio, ex presidente del Senato, ex presidente della Repubblica. Attuale senatore a vita e presidente emerito, vivente e in buona salute.

Cossiga non e’ nuovo a questo genere di esternazioni, e la sua linea d’azione e’ nota. Il nome di Giorgiana Masi a molti non dira’ nulla, anche a me non diceva nulla fino a ieri, ma basta leggere un po’ di qua e di la’ per fare delle scoperte inquietanti, e ben documentate da atti giudiziari.

In un paese con una democrazia normale si chiederebbero a gran voce le dimissioni di questo senatore, cosi’ come quelle del Primo Ministro Schizofrenico. Invece no. Evidentemente agli italiani vanno bene i furbi, anche se contraddittori. Vanno bene i violenti, purche’ sbandierino la paura del terrorismo, e cosi’ tengano buoni gli animi.

Scriveva ieri una persona sul newsgroup it.arti.musica.rock: "Non credo che stiamo andando verso uno stato fascista. E’ chiaro che il governo del Berlusca ha preso in mano un Paese sbandato in cui
democrazia stava diventando sinonimo di anarchia e fancazzismo. Un po’ di spauracchio e di mano dura ci stava."

Un po’ come col vicino di casa: quando comincia a prendersi un po’ troppe liberta’ gli si bucano le gomme della macchina, o gli si versa acqua e sale nei vasi delle piante, cosi’ capisce come funzionano le cose.

Lo spaccato di questo paese, un paese spaccato

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