17 giugno 2008

Ho la sensazione che un giorno questa lettera finirà sui libri di storia…
Le parti in azzurro sono ovviamente mie.

Lettera del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al presidente del Senato Renato Schifani. 13 Giugno 2008

Prima parte, nella quale il presidente del consiglio presenta al presidente del senato (che l’ha stamani letta di fronte a tutti i senatori, perché ovviamente non era lui l’implicito destinatario della lettera stessa) il decreto che proprio oggi è stato presentato. Tale emendamento, come viene spiegato nella lettera, prevede la sospensione di un anno dei processi relativi ai reati "meno recenti", in modo da permettere ai giudici e magistrati di concentrarsi sulle cause più recenti. Non viene spiegato, non nella lettera almeno, cosa accadrà dopo un anno, quando i processi più vecchi ritorneranno ad essere dibattuti e, nel frattempo, continueranno ad emergere nuove cause dovute a reati recenti.

Da notare come in questa prima parte della lettera ci siano diversi sottointesi. In primo luogo vengono arbitrariamente equiparati i "processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale" con i "reati più recenti". In secondo luogo si suppone che nel frattempo, durante cioè questa pausa di un anno, il governo interverrà per snellire le procedure processuali. In che modo, però, nella lettera non è specificato.

Caro Presidente,

come Le è noto stamane i relatori Senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto sicurezza" un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.

In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.

Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.

Seconda parte, nella quale il presidente del consiglio dichiara candidamente di aver scoperto tardi che il decreto in questione influenzerebbe anche uno dei numerosi processi a suo carico. Ad ogni modo, in una dichiarazione ufficiale che è stata letta di fronte a tutti i senatori, si affretta a chiamare i provvedimenti in corso "fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica". Dichiara altresì di essere intenzionato a ricusare il giudice che si occupa del caso perché egli, come lo stesso presidente sta facendo in questa lettera, avrebbe approfittato della sua libertà di espressione per difendere la propria opposizione rispetto al comportamento del premier stesso, e attaccando dei provvedimenti legislativi la cui costituzionalità è stata più volte messa in discussione

I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica.

Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.

Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.

Terza parte, nella quale il presidente del consiglio compie un miracolo dialettico. Parte infatti dalla tesi secondo la quale per l’opposizione un provvedimento di legge che legittima la sospensione di un processo a carico del capo di governo non debba essere approvata, per poi arrivare invece alla conclusione che, essendo il suo coinvolgimento in tali processi "incredibile ed ingiusto", la posizione dell’opposizione è sbagliata, e quindi il decreto DEBBA passare. Il passaggio interessante è proprio questo, e il paragrafo si potrebbe riassumere in "poiché dicono che non è giusto che io proponga un provvedimento che sospenderebbe un processo a mio carico, ma tale processo è ingiusto, allora il provvedimento va approvato". La logica alla base di questo ragionamento è evidentemente fallace. Ex falso sequitur quodlibet

Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto.

Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.

Quarta parte, nella quale il presidente del consiglio si para il culo, pregustando gli effetti dell’introduzione della sospensione dei processi e LA RELATIVA PRESCRIZIONE* per le alte cariche dello stato e gli organi costituzionali. In pratica una norma che si potrebbe tradurre con ‘fai ciò che vuoi, basta che quando inizieranno ad indagare su di te tu ti sia meritato un posto in parlamento’.

*Ehi, ma è una bella cosa! (se per ‘sospensione della prescrizione’ si intende che se un governo rimane in carica 5 anni il processo entra in prescrizione 5 anni dopo). Ero talmente preso dall’invettiva che lì per lì non me n’ero accorto! 😛

Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale.

La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.

Sì sì, sono convinto che questa lettera la troveremo nei libri di storia, un giorno.

Non nei libri di storia italiani, ovviamente. Quelli saranno stati depurati da tutte le illazioni su questo glorioso periodo della nostra storia da un apposito decreto del consiglio dei ministri.

P.S. Tutte le minuscole sono volute

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2 Responses to “17 giugno 2008”


  1. 1 utente anonimo 19/06/2008 alle 19:11

    stavo giusto cercandola per leggerla… senza parole,veramente. Un governo che si pone come missione la certezza della pena ma fa l’esatto opposto finendo per lasciare a bocca aperta anche i più pessimisti… c’è da sperare che l’italia si rialzi sì, ma da sola che se si aspettan loro non ce la caviamo. -e di esempi ne abbiamo a bizzeffe in sto belpaese-
    vabbé… ieri sera? su su, racconta 😛

    Knup

  2. 2 utente anonimo 23/06/2008 alle 09:15

    Sapevamo tutti il significato che avrebbe preso la Presidenza del Consiglio di Berlusconi. L’esperienza già l’avevamo avuta! Lui si fa gli affari suoi lassù, non c’è niente da fare. C’è da sperare solo che in mezzo alla marea di affari suoi si faccia ogni tanto un po’ anche i nostri. Cosa che comunque non ha fatto nemmeno Prodi prima di lui. Magari tra tanti “contro” alla fine qualche “pro” ci sarà.
    Se guardiamo il resto del mondo vediamo paesi distrutti, dove la gente muore di fame, e qualche potente schiavizza, campando alla grande in megapalazzi servito e riverito. Noi siamo comunque fortunati, se ci pensiamo. Tutto sommato possiamo esprimere le nostre idee, e votare chi ci governa. Questa volta forse abbiamo toppato. Ma oramai è andata così. Ripeto, speriamo che alla fine del mandato abbia pensato un po’ anche a noi!


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