avvertenza: post reazionario e polemico

Sono un ragazzo di campagna.

Cosa significa? Significa che quando avevo cinque anni giravo in bicicletta per la mia via, a mezzogiorno, e non rischiavo di essere investito. A tredici mi sedevo in mezzo alla strada alle nove di sera, e mi accorgevo con un minuto di anticipo di eventuali auto in arrivo, senza neanche guardare. Bastava sentire il rumore.
A quindici anni giravo in Ciao per delle strade larghe due metri, con un fosso da entrambe le parti. A diciotto sfrecciavo per le stesse strade in auto, con una nebbia tale che avrei visto sì e no due strisce della linea di mezzeria, se ci fossero state.

Sono un ragazzo di campagna, e quando vado in centro – e parliamo di un comune di 26mila abitanti – mi sento stressato e odio il rito del cercaparcheggio-schivapedoni-trovaparchimetro. Motivo per cui cerco quando possibile di non andare in centro in auto, ma in Vespa, così se non altro risparmio tempo e pure carburante.

Data la mia indole campagnola tendo a prestare maggiore attenzione alla segnaletica orizzontale, piuttosto che a quella verticale. Se c’è uno stop sarà una linea orizzontale bianca a dirmelo, se posso sorpassare o no invece mi sarà spiegato dalla linea di mezzeria. Insomma, i segnali stradali tendo a guardarli poco o niente, anche perché mi dicono spesso cose che già so (x es. Divieto di sosta quando a lato della strada c’è la linea continua. Grazie, ma lo so già) oppure cose inutili (i limiti di velocità, per esempio 80Km/h in una strada a 4 corsie con guard-rail centrale, oppure 20 km/h dove ci sono i lavori in corso, giusto per creare immani tamponamenti a catena). Quando parcheggio guardo innanzitutto il colore delle strisce. Se sono gialle non parcheggio, se sono blu mi informo di quanto costa, se sono bianche parcheggio e me ne vado.

Invece no, perché c’è un malvagio aggeggio sempre in agguato, pronto a funestare le mie giornate. Si chiama disco orario.

Questo aggeggio, che tutti ben conosciamo, appare disegnato in piccolo su appositi cartelli piazzati ogni 100 metri in parcheggi che fino a pochi mesi fa erano liberi, e nei quali abbiamo sempre parcheggiato tranquillamente. Un giorno, come è capitato a me oggi, arriviamo e – zac! – piazziamo la nostra auto perfettamente al centro delle strisce bianche, come di consueto, e ce ne andiamo per la nostra strada, incuranti di tutto.

Al ritorno, saliamo in macchina e partiamo, quand’è che ad un certo punto il nostro sguardo viene catturato da un’ombra azzurrina sul lato destro del parabreeeeze, proprio sopra al… disco orario.

Che sarà mai???

Per farla breve: sì, mi sono beccato un’altra multa da 36 euro per non aver messo il disco orario.
Mi sa proprio che dovrò procurarmi uno di questi magici aggeggi…

Disco orario motorizzato

Disco orario motorizzato - retro

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