It's in our hands…

Talvolta si dice che "parlano i fatti".
I fatti però sono mossi dalle persone, e quando si tratta di politica spesso i fatti si confondono con le parole. Ecco allora una raccolta di perle di alcuni personaggi dei quali si è tanto sentito parlare… negli ultimi quindici anni.

Le citazioni vengono tutte da Wikiquote, non pretendo certo di aver scritto qui qualcosa di nuovo. Soltanto mi sono permesso di selezionare, a mio gusto, le frasi più interessanti. La cosa bella è che essendoci le fonti chiunque di noi può prendersi la briga di andare a leggere il testo originale, contestualizzare e fare quello che gli pare :)

P.S.  doveroso: Perché mancano Fassino e Prodi, Ruelli e D’Alema? Semplice, nelle loro pagine non ho trovato nessuna citazione imbarazzante o che mi abbia fatto trasalire. Ciò ovviamente non significa che non abbiano detto fesserie.

Clemente Mastella

  • [Ai detenuti del carcere romano di Regina Coeli] Sono più il Ministro vostro che non dei magistrati. (citato in Mastella: promuoverò amnistia e indulto, La Stampa, 2 giugno 2006)
  • [Rispondendo alla richiesta di ritiro dal governo per proseguire il dialogo sul partito di centro] Se l’Udc pensa che io mi dimetta dal governo vuol dire che non hanno capito la mia idea politica. (citato in Corriere della Sera – Parole e Politica, 4 dicembre 2006)
  • Più passa il tempo, più Craxi si rivela un grande maestro della politica. Non vedo motivi per non dedicargli una via in Italia. I reati di finanziamento illecito di cui era accusato erano reati di un’intera classe politica e oggi sarebbero prescritti. (dall’intervista a la Repubblica, "I suoi reati sarebbero prescritti che errore l’assenza dell’Unione" del 20 gennaio 2007)
  • A farmi entrare alla Rai fu De Mita. Tre giorni di sciopero contro la mia assunzione. Ai colleghi replicai soltanto: e voi invece siete entrati per concorso! (citato in Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella, La Casta, p. 112)
  • [Riferendosi alla sua elezione come deputato alle politiche del 1976] Il miracolo lo realizzai così. Aspettavo che tutti i dipendenti andassero a mensa. Poi chiedevo ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò. (ibidem)
  • [A proposito dei costi della politica] Non so se siamo pagati troppo, probabilmente un po’ meno del giusto. (citato in Costi della politica, Mastella: "Siamo pagati meno del giusto", La Stampa, 3 ottobre 2007)
  • [Al Columbus Day, l’8/10/2007 verso alcuni dimostranti che protestavano per la richiesta di trasferimento di De Magistris da parte di Mastella] Pensavo foste 50 mila, invece siete cinque stronzi. (citato in Mastella litiga con i grillini a NY, Corriere della Sera, 8 ottobre 2007)
  • I calzini sono utili. Il fatto di indossare un indumento che copre una nudità che potrebbe anche rimanere scoperta mi dà un senso di sicurezza. [Lei è un feticista del calzino?] Sì. (dall’intervista per il programma televisivo Freeze, SitcomUNO, 30 novembre 2007; citato in Mastella: "A Natale regalate calzini", Quotidiano.net, 30 novembre 2007)
  • Il testo del decreto alla Camera deve cambiare, senza più riferimenti all’orientamento sessuale. Altrimenti dichiaro la chiusura dell’esperienza del governo. (dall’intervista di Alessandro M. Caprettini, Il governo traballa sui gay, il Giornale, 10 dicembre 2007)
  • A Prodi dico che dal mio gruppo non arriverà nessuno sgarbo. Siamo politici leali. (da Mastella: «Contro di me un linciaggio», corriere.it, 5 ottobre 2007)
  • [Parlando del suo lungo e casto fidanzamento] Ma per me, fino a 29 anni, è stato un sacrificio voluto. Ero consapevole che altrimenti avrei commesso un peccato.
  • Ogni volta che baciavo con la lingua, correvo a confessarmi. Quando ballavo un lento, come quelli d’epoca di Peppino Di Capri, stavo con il sedere all’insù per evitare contatti.


Pier Ferdinando Casini

  • Ho un ottimo rapporto con Casini. Non nascondo l’affetto che provo per Pier Ferdinando. Di lui mi piace la straordinaria simpatia. È una persona gradevole: gli voglio bene. Sono grato a Casini. Dopo la sentenza del Tribunale di Palermo (in realtà era prima, ndr) si espose come presidente della Camera manifestando solidarietà in modo spontaneo, sincero, disinteressato. (Marcello Dell’Utri)
  • Ringrazio Casini per la passione che ha messo nel difendermi. Non posso accettare lezioni di morale da nessuno e non posso accettare processi in tv o nelle piazze. (Salvatore Cuffaro)
  • A correre con Berlusconi per Palazzo Chigi ci andremmo a impiccare in una polemica sul conflitto d’interessi. (2 giugno 1995, citato in Gian Antonio Stella, Così Bondi usò il corteo per schiaffeggiare Pierferdy, Corriere della Sera, 17 novembre 2006, p. 11)
  • Per Antonio Di Pietro ci vuole un ruolo di primo piano nell’alleanza di centro-destra, la sua collocazione più naturale. Dovrebbe essere uno dei leader della coalizione. (14 aprile 1995; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Piercasinando, la Repubblica, 14 febbraio 2006)
  • Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica. (dal discorso al convegno dell’UDC del 4 febbraio 2006 a Roma; citato in Antonio Di Pietro, Io, Casini e la vergogna, l’Unità, 7 febbraio 2006, p. 25)
  • [Dopo il rinvio a giudizio di Cuffaro da parte del Tribunale di Palermo per favoreggiamento alla mafia] Posso sbagliare ma, nella mia responsabilità politica, ritengo che Salvatore Cuffaro sia una persona perbene e dunque lo candideremo alle elezioni. (da Ballarò, 7 febbraio 2006; citato in Marco Galluzzo, Casini-D’Alema, lite su Cuffaro e Unipol, Corriere della Sera, 8 febbraio 2006, p. 12)
  • Berlusconi è il più intelligente di tutti noi perché ha 2 cervelli. Ragionano a volte sconnessi ma quando si connettono è invincibile! (ai giornalisti parlamentari, 11 maggio 2006)

Silvio Berlusconi

  • La mia amicizia con Craxi non è mai venuta meno, in nessun momento. (citato da Marco Travaglio su L’Unità, 31 agosto 2004)
  • La P2 raccoglieva gli uomini migliori del paese. (intervista a MIXER, 21 febbraio 1994)
  • Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar. (da L’espresso, 26 agosto 1994)
  • Se i giornalisti facessero l’esegesi di quello che dice il signor Berlusconi, vedrebbero che ha sempre ragione. (da L’espresso, 11 novembre 1994)
  • Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore. (da la Repubblica, 27 novembre 1994)
  • Mi spiace, non voglio parlare di me in terza persona ma molto spesso mi viene comodo. Questo però non significa nessuna aumentata considerazione di me stesso, anche perché più alta di così non potrebbe essere. (da la Repubblica, 6 dicembre 1994)
  • Se c’è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi. (da La Stampa, 24 dicembre 1994)
  • Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (da la Repubblica, 20 gennaio 1995)
  • Veltroni è un coglione. (2 febbraio 1995, citato su Il Tirreno, 5 aprile 2006)
  • Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (da Il Messaggero, 4 aprile 1995)
  • Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli. (dal Corriere della Sera, 6 ottobre 1995)
  • Lo ammetto, la mattina quando mi guardo allo specchio ho un’alta considerazione di me. (dal Corriere della Sera, 28 ottobre 1995)
  • Io ritengo di essere geneticamente, istintivamente un innovatore. (da la Repubblica, 24 gennaio 1997)
  • Non è un complesso di superiorità, è un fatto oggettivo. Berlusconi ha una caratura imparagonabile. (ANSA, 5 aprile 2000, ore 21.12)
  • Non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c’è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano. (ANSA, 7 marzo 2001, ore 15:48; su tutti i giornali, 8 marzo 2001)
  • L’occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà che ha garantito benessere largo e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c’è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici. (da Berlusconi: "Attacco mirato senza vittime fra i civili", Repubblica.it, 26 settembre 2001)
  • Io sono assolutamente certo di essere l’uomo più democratico che sia mai giunto ad essere primo ministro d’Italia. (ASCA, 25 gennaio 2002)
  • L’uso che Biagi – come si chiama quell’altro? –, Santoro – ma l’altro? –, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. (dal cosiddetto editto bulgaro; video; citato in Il premier: "Via dalla Rai Santoro, Biagi e Luttazzi", Repubblica.it, 18 aprile 2002)
  • Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. (ANSA, 5 ottobre 2002, ore 19:33)
  • Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: "Meno male che ci sono io". Non so un altro che cosa avrebbe fatto. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi. (Roma, presentazione del libro La grande muraglia di Bruno Vespa, Adnkronos, 3 dicembre 2002)
  • Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (dall’intervista a The Spectator, 4 settembre 2003)
  • Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (citato in la Repubblica, 5 settembre 2003)
  • [Al vertice dei ministri delle Finanze a Bruxelles] I give you the salutation of my president of the Republic. (citato ne Il Messaggero del 6 luglio 2004)
  • C’è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c’è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole. (da la Repubblica, visita al comando generale della Guardia di Finanza, 11 novembre 2004)
  • La media degli Italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco… È a loro che devo parlare. (dal Corriere della Sera, 10 dicembre 2004)
  • I giudici di Palermo scherzano con il fuoco. (Riguardo alla condanna di Marcello Dell’Utri a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, 11 dicembre 2004)
  • Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. (dal Corriere della Sera, 17 gennaio 2005)
  • [Replicando alle accuse di crisi economica dell’Italia mosse dal giornale britannico Economist] Abbiamo come ricchezza delle famiglie otto volte il nostro prodotto nazionale annuale, il più alto numero di automobili al mondo rispetto alla popolazione, il più alto numero di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, e siamo anche il Paese che ha il maggior numero di case di proprietà nelle singole famiglie. (da Adnkronos, 27 maggio 2005)
  • [Annuncio del raggiungimento dell’accordo all’interno della CdL sulla riforma delle norme che regolano la Banca d’Italia] San Silvio da Arcore ha fatto un altro miracolo. (da Ansa, 30 agosto 2005)
  • Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa. […] Io ho tentato a più riprese di convincere il presidente americano a non fare la guerra. […] Ho tentato di trovare altre vie e altre soluzioni anche attraverso un’attività congiunta con il leader africano Gheddafi. Non ci siamo riusciti e c’è stata l’operazione militare. […] Io ritenevo che si sarebbe dovuta evitare un’azione militare. (dall’intervista a Omnibus, La7, da Il Resto del Carlino, 29 ottobre 2005)
  • Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta. (dal Corriere della Sera, 6 gennaio 2006)
  • La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro (dal Corriere della Sera, 28 gennaio 2006)[2]
  • [Riferendosi ai magistrati] Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente. (da la Repubblica, Modena, 4 febbraio 2006)
  • Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti. (da ANSA, Ancona, 12 febbraio 2006)
  • Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. (citato in «Non torno indietro, piuttosto mi sfilo», Corriere della Sera, 11 dicembre 2007)
  • A Veltroni ho detto: sono il tuo Messia, ti libero dall’abbraccio mortale della sinistra. (dall’intervista di Marco Galluzzo, Berlusconi: «Riforme? Io aspetto Ma Walter metta d’accordo i suoi», Corriere della Sera, 9 gennaio 2008)

Umberto Bossi

  • A Milano le case si danno prima ai 42 mila lombardi che aspettano un alloggio e non al primo bingo bongo che arriva. (dall’intervista a Radio Padania del 4 dicembre 2003; citato in Milano, Bossi contro il prefetto "Niente case ai bingo bongo", la Repubblica, 4 dicembre 2003)
  • Sulle tangenti auguriamo al giudice Di Pietro di andare avanti a tutta manetta; senza la Lega ora Di Pietro sarebbe in un pilastro di cemento armato. (dalla dichiarazione in sostegno del pool di mani pulite, 7 Matrix, 29 gennaio 2007)
  • [Rivolgendosi a una signora che aveva esposto il tricolore alla finestra] Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore (durante il comizio a Venezia del 14 settembre 1997; citato in Vilipendio alla bandiera la Camera salva Bossi, la Repubblica, 23 gennaio 2002)
  • Il nostro popolo è pronto ad attaccare. Si dice che il Paese stia andando a fondo, ma io conosco un solo Paese, che è la Padania. Dell’Italia non me ne frega niente. (dall’intervento durante la manifestazione leghista davanti alla prefettura di Bergamo, 8 dicembre 2007; citato in Libero, 9 dicembre 2007)
  • Si va al voto, oppure facciamo la rivoluzione. Facciamo la lotta di liberazione. Ci mancano un po’ di armi ma le troviamo. (citato da Asca, 23 gennaio 2008]

Gianfranco Fini

  • Il duce è stato un esempio di amore per la propria terra e la propria gente, un giorno l’Italia lo dovrà riabilitare e insieme a Cavour, Mazzini e Garibaldi, anche a lui saranno intitolate piazze e monumenti. (citato in Corrado De Cesare, Il fascista del Duemila. Le radici del camerata Gianfranco Fini, Kaos Edizioni, 1995, ISBN 8879530461)
  • Alla fine io sono sicuro che Berlusconi riuscirò a farlo ragionare. Perché è un uomo con una scala di valori molto rigida e al primo posto c’è l’interesse personale. Per cui basterà minacciare di colpirlo sulla riforma delle tv. (citato in Francesco Bei, La rabbia di Fini "Ferito dal Cavaliere", la Repubblica, 16 novembre 2007, p. 1)

Roberto Calderoli

  • Come si sa, preferisco la legge del taglione. (dall’intervista di Marco Damilano, A Nord non passeranno, L’Espresso, 6 dicembre 2007)
  • Non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe.
  • Non sopporto che, per difendere i loro diritti, gli omosessuali vadano in piazza conciati da checche.
  • [A proposito della vittoria della nazionale di calcio italiana contro la Francia nella finale dei Mondiali 2006] Vittoria della nostra identità, una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici, comunisti. (Ansa, 10 luglio 2006)
  • Chi vive una sessualità naturale non ritiene di aver bisogno di manifestare per il proprio orgoglio, chi invece vive una sessualità contro natura e ritiene di dover manifestare il proprio orgoglio facendolo mette in dubbio in prima persona la cosa stessa. A tutti i manifestanti del gay pride faccio un appello: pentitevi e il buon Dio sacrificherà il vitello grasso. (citato in Gay Pride, Roma invasa: «Siamo un milione», Corriere della sera, 16 giugno 2007)
  • Il cristiano che vota a sinistra si schiera dalla parte del peccato e del demonio. (da City, 22 marzo 2006)
  • Pacs e porcherie varie hanno come base l’arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni… (corriere della sera, 15 gennaio 2006)
  • [A proposito della querela contro di lui da parte del giudice Forleo] O Signùr, ma che senso ha che mi giudichi un magistrato, è come chiedere all’oste se il vino è buono. (dal Corriere della Sera, 24 marzo 2005)
  • [Rivolto a Mentana, parlando della legge elettorale] Questa legge qua l’ho scritta io ma è una porcata, glielo dico francamente. (da Matrix del 15 marzo 2006 parte 5)

Fausto Bertinotti

  • Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l’Unione non si è realizzata. (dall’intervista di Massimo Giannini, "Il progetto del governo è fallito, noi siamo già oltre l’Unione", la Repubblica, 4 dicembre 2007)
  • Se vuole durare, il Professore deve imprimere una svolta fin dai primi giorni del 2008. In caso contrario, sarà davvero la fine. Come vedo Prodi, mi chiede? Con tutto il rispetto, di lui mi viene da dire quello che Flaiano disse di Cardarelli: è il più grande poeta morente… (ibidem)

Massimo D’alema

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