Ti presto una stanza. In cambio mi dai un po' di senso della realtà?

«Preferisco i musulmani che pregano ai cristiani che bestemmiano. Se pensate di farmi diventare razzista vi sbagliate»

Con queste parole Don Aldo Danieli, un coraggioso sacerdote della provincia di Treviso, ha risposto a chi ha criticato la sua scelta. Quale scelta? Quella di aver prestato, a titolo gratuito, una parte dell’oratorio parrocchiale ad una comunità musulmana, per le loro funzioni.

«È inutile parlare tanto di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia. Papa Wojtyla li ha chiamati cari fratelli musulmani, come si fa allora a chiudergli la porta? Per me sono tutti figli di Dio». Il discorso è così logico che viene da chiedersi come non sia potuto venire in mente prima, venire a tutti. La risposta ovviamente è che tra definire delle persone "fratelli" mentre si sta affacciati ad un balcone, con tutto il rispetto per il Papa, e invitarli praticamente in casa propria ce ne passa. Sarei un bugiardo se dicessi che non sono nemmeno un po’ sospettoso quando un immigrato mi suona il campanello per chiedermi se ho qualcosa da dargli. Sarei bugiardo se dicessi che non mi infastidisce neanche un po’ lasciarlo da solo in salotto, quest’uomo come me, mentre vado a prendergli un succo di frutta, qualche euro, un panino o che ne so. Nonostante ne abbia avuti a pranzo, di "vucumprà" (allora si chiamavano ancora così), con tanto di rutti e prosciutto cordialmente rifiutato, nonostante tutto rimango un po’ diffidente.

Allora la scelta di Don Aldo è doppiamente coraggiosa, anzi triplamente coraggiosa. Perché questo Don sembra vantare una limpidezza di ragionamento non indifferente, ma ciò non fa mancare i detrattori, soprattutto nella Marca Trevigiana, che in Veneto non è la zona più nota per l’accoglienza agli stranieri. Senza contare che titoli del tipo "Una chiesa che al venerdì diventa moschea" non aiutano di certo.

Così il vice-presidente della giunta regionale del Veneto, il signor Luca Zaia (che è anche assessore all’agricoltura e al turismo… bene…), se ne esce con «Mi appello al vescovo Mazzocato perchè chiarisca la posizione di questo parroco che non sono convinto sia in linea con il comune sentire della Chiesa; non mi risulta, infatti, ci siano state in Veneto altre iniziative di questo genere». Certo, da un leghista nessuno si sarebbe mai aspettato un’apertura mentale maggiore, e discorsi del tipo "non credo che il comune sentire della Chiesa sia questo" oppure "non mi risulta che ci siano mai state iniziative di questo genere" (con un sottointeso che è "se non ce ne sono state prima, non vedo perchè debbano esserci ora") sono i classici discorsi da bar tanto comuni dalle nostre parti. Parole pronunciate da chi, evidentemente, la Chiesa la vede solo da fuori, o nelle fiction.

Spero che questi discorsi, così come i tanti appelli al "principio di reciprocità", secondo il quale i musulmani presenti in Italia sarebbero responsabili dei comportamenti dei loro connazionali a migliaia di Km da qui, vengano ignorati in fretta, e le minacce che, ovviamente, sono state lanciate a Don Aldo siano le prime e le ultime. Chissà che questi nuovi cittadini che vivono tra noi non riescano finalmente a farci imparare un po’ cosa voglia dire la carità. A me per primo.

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