A cruel thrust

“gli Area, nati nel ’72, hanno avuto la fortuna di scrivere per un pubblico che ancora credeva nei cambiamenti e nella cultura musicale come strumento di transizione”

Il pubblico di allora era generoso ma anche molto facilone: qualsiasi cosa che avesse un “titolo” rivoluzionario aveva un successo di base garantito: jazz d’avanguardia, rock sperimentale, canti sociali, tutto andava bene, purchè “politicamente orientato” col free jazz era una pacchia perchè bastava il titolo e poi via con una gragnuola di musica rumorosa e spesso casuale (nei gruppi di basso livello).
i più raffinati (Giorgio Gaslini) scrivevano brani con i testi di Malcom X, o trasformavano i canti rivouzionari in jazz. Gato Barbieri suonava Bolivia, dedicata al Che, Gaetano Liguari scriveva contro il massacro di Tall-el-zatar, gli Area suonavano per Settembre nero, ma alla fin fine era una grande messe in scena, anche commovente, ma totalmente extra-musicale…

Loopdimare su un blog di Repubblica

Una triste verità o una deformazione dovuta alle lenti bifocali della storia?

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