Liberi liberi

Dal blog di Pietro Folena presidente della commissione cultura della Camera dei Deputati

Il movimento per le libertà digitali è riuscito a limitare i danni sulla direttiva Ipred2 (vedi qui) grazie alla capacità di ascolto del relatore Nicola Zingaretti. Un ruolo fondamentale lo ha svolto “Libero Sapere” (http://www.liberosapere.org ) insieme alla quale ho promosso un seminario ieri. Purtroppo, lo stesso giorno, accade questo:
il governo (i ministri Nicolais e Mussi) sottoscrive un accordo con Microsoft per creare tre centri di ricerca (vedi la notizia qui ). Ora, ben venga l’investimento privato sulla ricerca, che in Italia è carente. Ma come non rilevare che:
1) i risultati di tali ricerche, a chi apparterranno? Alla comunità, ai cittadini, allo Stato oppure a Microsoft? E sì perché il software “proprietario” si basa su un modello esattamente opposto a quello della ricerca libera. E’ legittimo, ma che c’entra lo Stato con tutto ciò?
2) il software libero (Gnu, Linux, eccetera) è il software principe dell’Università e della ricerca. Basti pensare che l’Università di Berkeley ha sviluppato un sistema operativo ed una speciale licenza di software libero chiamata BSD (http://it.wikipedia.org/wiki/Licenza_BSD ) e che anche altre università americane e non solo hanno fatto lo stesso
3) perché accade così? è semplice: perché il software libero si può studiare, modificare e ridistribuire liberamente, quello proprietario no. E’ ovvio che le università e i centri di ricerca adottino questo software molto più di quello proprietario
4) non lo dico io, lo dice la Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane:

Allora, cari Nicolais e Mussi, sarebbe il caso di ripensarci. Linux non è un giocattolo. E’ lo strumento con il quale lavorano la grandissima parte dei ricercatori del mondo. E noi, che figura ci facciamo?

Piccolo commento da parte mia: se da una parte è positivo che il presidente della commissione Cultura si interessi di questo tipo di tematiche, è d’altra parte avvilente che all’interno del governo si prendano delle decisioni apertamente in conflitto con l’utile per l’Italia, il programma di governo e, non ultimo, il buonsenso.
Sento odor di "magna magna"

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2 Responses to “Liberi liberi”


  1. 1 Knup 09/05/2007 alle 14:43

    in effetti non ho ancora capito il perché di windows nelle psico-aule padovane…

    ad ogni modo non ho capito, se vogliono avvicinare le università alle industrie di settore perché non iniziano con l’avvicinare le industrie di settore all’università agevolandole nell’elargire fondi… di ricercatori ce ne sarebbero ma finché vengon pagati na miseria non restano qui e una buona paga può portare a limitarne l’uscita; e con più ricercatori poi si posson gestire anche più progetti… sbaglio a vederla così?

    o forse fa più comodo il milione di dollari per tre anni che stanzia microsoft più dell’esser liberi di camminare sulle proprie gambe…

  2. 2 WhiteFang 11/05/2007 alle 13:11

    Guarda Knup, da noi la situazione per fortuna è un po’ diversa. In tutti i laboratori è installato Linux (anche se da quel che so in ogni macchina c’è anche un Windows 2000 licenziato, che non usa nessuno… bene…) e per quanto riguarda la ricerca sta nascendo un progetto molto interessante.
    In pratica alcuni ricercatori dell’univr si sono messi insieme e stanno creando una specie di s.p.a. interna all’università. A questa società le aziende potranno proporre delle collaborazioni, per le quali l’università utilizzerà non solo ricercatori, ma anche (ovviamente) stagisti e tesisti. In questo modo abbatterà i costi di ricerca e saranno necessari minori finanziamenti da parte delle industrie che collaborano. Queste ultime però si impegneranno a dividersi con l’università (o meglio, con questa nuova società) parte dei ricavi, e inoltre se poi da queste ricerche l’università dovesse ricavare dei nuovi “prodotti” potrà venderli sul mercato direttamente tramite questa s.p.a., autofinanziando la propria ricerca.

    Purtroppo però la cosa non è ancora operativa, anche se da quel che so il progetto sta avanzando piuttosto velocemente… speriamo bene 🙂


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