Debole!!!!

Ha ragione Sisila, la Pasquetta di quest’anno si merita un post a parte.
Se lo merita perché è stata una Pasquetta davvero "diversa", per molti motivi.

Calcetto a PasquettaInnanzitutto è stata la prima Pasquetta in quattro anni (oddio!) che io e Sisila abbiamo passato insieme. Inoltre quest’anno il Lunedì dell’Angelo ha coinciso con i compleanni di Marta & Luca, per cui alla festa si è aggiunta la festa. Anzi, le feste.

Di conseguenza niente banalità tipo "pasquetta sull’argine dell’Adige con uova sode e grigliata", ma "pasquetta a casa di Luca con poker alla texana, grigliata e uova sode".

Cambia poco, dite? Mica vero.

Cambia molto se intorno alle uova sode c’è il gruppo di amici più eterogeneo che si sia mai visto, comprendente bestemmiatori incalliti e volontari di Loreto, coppiette (una) e single (si può usare questa parola a 23 anni?) incalliti, rockettari pestiferi e fanatici dei MCR, neo-diciottenni e neo-venticinquenni… tutti intorno allo stesso tavolo. A giocare a poker, per l’appunto.

Non bastasse questo ovviamente ad un certo punto è saltato fuori un pallone, e quindi via alla mia prima partita di calcio da… ehm… credo… quattro anni più o meno.

Per Sisila, molti di più credo.

E lì, in mezzo al campo, è stato ancora più bello. Non era la bravura la cosa importante, e il conteggio dei gol seguiva andamenti piuttosto irregolari. Quello che contava era giocare insieme, un po’ come dei bambini. Mettere via i pensieri, dimenticare le infezioni batteriche o le allergie e correre dietro a un pallone.

Ovviamente la cosa non poteva che degenerare, e quindi ecco che un telo può diventare un tatami per improvvisate lezioni di difesa personale, acrobazie da circo o, perché no, una piramide umana con tanto di urlo finale "Italia uno!" (anzi, "i taja uno!").

Per poi degenerare ancora (e questo è stato il top) in una seconda partita di calcio, ormai distrutti, al calar del sole, maschi contro femmine.

Così alla sera mi sono ritrovato così stanco come non mi capitava da tempo, talmente stanco da avere perfino poca voglia di mangiare; ma con quella sensazione strana, quella che viene dopo un camposcuola, o dopo una vacanza con gli amici, o dopo aver trascorso tre giorni con la donna della propria vita.

Quella sensazione bella e brutta allo stesso tempo di avere un buco dentro, e di sapere che ci sono tante persone pronte a riempirlo, tante persone di cui ormai sento il bisogno, e che spero di avere accanto ancora per molto, molto tempo.

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