Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.

Locandina del filmAlcuni dicono che io sia un orso delle caverne.
E’ sicuramente vero, ma non sempre. Personalmente mi ritengo una persona molto empatica, anzi talmente empatica che a volte questo mi crea dei problemi.

Stasera sono andato a vedere, al cinema, "Notte prima degli esami". Subito non mi ispirava granché: un film mucciniano sulla gioventù degli anni ’80 diretto da un autore dei film di Vanzina… ce n’era di che avere dei pregiudizi. :P

Invece ‘sto film mi ha proprio preso, cosa che ad esempio non era riuscito a fare il tanto acclamato "ricordati di me", complice il finale di merda.
Sarà stato per la stanchezza, oppure per la gioia di questa giornata, tant’è che mi sono "tuffato" nel film, immedesimandomi completamente nei personaggi. Che sono in parte retorici, stereotipati… e per questo paradossalmente così veri.

E’ questo il mio problema, quando guardo un film mi immedesimo tantissimo, anche troppo, nei personaggi. Brecht probabilmente mi prenderebbe a schiaffoni, ma non riesco proprio a "straniarmi" se non facendo violenza su me stesso.

Così ovviamente mi sono trovato coinvolto emotivamente in tutte le vicende del film, e mi sono sorpreso a fare collegamenti volanti con la mia "notte prima degli esami".

E alla fine mi sono anche commosso, sulle note del brano di Venditti che da il titolo al film. Io Venditti lo odio, odio la sua voce irritante e per lo più le sue canzoni mi fanno schifo, ma faccio eccezione per "notte prima degli esami" e "compagno di scuola", guarda caso due brani che parlano proprio di quella assurda malinconia che conosco così bene, che stasera al cinema potevo toccare con mano, e che adesso è qui con me.

Mi veniva proprio da piangere, non perché fossi triste, e nemmeno perché provassi nostalgia. I miei 18 anni sono stati un bellissimo momento che ricordo con affetto e che mi piacerebbe rivivere, ma non credo si trattasse solo di questo. Soffrivo con i protagonisti del film, vivevo su di me l’ansia del giorno prima dell’esame più di quanto l’avessi vissuta io stesso (la sera prima degli scritti ero ad una riunione, prima dell’orale ad un concerto… e non mi sono certo ammazzato di studio in quel mese, considerando che avevo la testa su ben altro pianeta :) ).

A tratti questo lato di me mi spaventa; ora sono qui, davanti al computer, ed ho ancora il magone, inspiegabilmente.
Ha proprio ragione il "prof. Giorgio Faletti", nel film: "non importa nella vita cosa trovi alla fine della corsa. L’importante è ciò che hai provato mentre correvi".

"Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana."

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