Meltin' pot

Ieri sera serata "culturale": sono andato a vedere la commedia musicale "se il tempo fosse un gambero", con Roberta Lanfranchi (che è davvero una donna bellissima, non canta neanche male e balla meglio) e Max Giusti (che ho rivalutato, prima mi stava un po’ qua).

All’inizio credevo che me ne sarei andato dopo cinque minuti. Odio i musical zuccherosi, pieni di ballerini che saltano fuori da un momento all’altro senza motivo e farciti di canzoncine banali se non fastidiose. Questo sembrava cadere appieno nella categoria.
Poi per fortuna è entrato in scena Max Giusti, e soprattutto il suo personaggio, un diavolo divertente e soprattutto autoironico, interpretato con stile.

Così pian piano mi sono affezionato alla storia. Non che sia ‘sta gran storia in realtà, ma i colpi di scena sono ben costruiti e anche il finale, glielo concedo, non è così scontato anche se tirato troppo per le lunghe.

La parte più pallosa è stata soprattutto quella del cantato. Brani che spaziavano da idee secondo me ottime (come la rilettura cipollosa del "Largo al factotum") ad altre banalissime (come il brano che da il titolo all’opera, veramente pietoso).
 Meno male che non erano poi molte, le canzoni, ed i ballerini (finalmente calati in un contesto) con la loro bravura distraevano abbastanza bene da certi momenti un po’, anzi un po’ tanto kitsch.

Il clou della (mia) giornata non è stato però questo. Infatti, da buon facchino, ho lavorato da mezzanotte alle quattro per mettere in tre enormi camion tutte le scenografie, i costumi, i macchinari e gli oggetti di scena utilizzati, spesso per trenta secondi, nel musical. Il tutto con una compagnia di trasportatori quantomeno… come dire… insolita.

Era infatti formata da un signore di Milano, uno di Napoli, uno di Caltanissetta, un bulgaro, un rumeno ed un altro signore di cui non sono riuscito ad identificare la provenienza.
Provare a descrivere le scene che si venivano a creare sarebbe impossibile: epiteti di tutti i tipi, imprecazioni in cinque idiomi diversi, quattro persone che da quattro lati diversi della stessa cassa dicevano "alzatela voi", ognuno nel suo dialetto-lingua, senza capire cosa dicessero gli altri.

Considerando i problemi di comunicazione non ci abbiamo messo neanche tanto, alla fin fine… ma che sgobbata! :P

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