L'instrumento dimoniaco

Da bravo furbo quale sono stamattina ho dimenticato a casa il cellulare.
"Nessun problema! – ho pensato – ho vissuto per 15 anni senza e posso farne benissimo a meno. E poi Sisila lo dimentica in media una volta al mese, vuoi che io non possa farcela?"

Invece e’ un bel casino. Prima di tutto di ordine pratico: essere a 50 Km da casa, dovendo comunicare ai propri genitori quando farsi venire a prendere alla fermata dell’autobus e volendo magari anche uno straccio di risposta puo’ essere piu’ difficile del previsto senza il "cellulino". Le cabine telefoniche sono sempre meno…

Grazie a Dio ad informatica non mancano certo le connessioni ad internet quindi, grazie al 190 e ad un amico compiacente, non e’ stato difficile mettermi d’accordo coi miei.

La rogna maggiore pero’ e’ quella strana sensazione che mi accompagna da stamattina. Da un lato a volte desidererei essere irrintracciabile, nascosto, lasciato in pace. Dall’altro lato pero’ ci sono certe persone per le quali vorrei esserci sempre, e con le quali sono abituato a poter parlare in qualsiasi momento. Una bella comodita’, insomma, che come tutte le comodita’ che sono entrate nelle nostre vite si fa fatica ad apprezzare finche’ non viene meno.
Come dicono i Bluvertigo: "La soluzione non e’ l’oriente, e’ poter scegliere di andarci a piacimento". Infatti mi sento, come dire, limitato, anche un pochino "solo". E mi rendo conto che e’ orribile, oltre che inesatto (non sono ne’ l’uno ne’ l’altro, a conti fatti).

Esempio classico: mezz’ora fa una corriera mi ha lasciato a piedi: era talmente piena che aprendo le porte ha quasi schiacciato un piede ad una povera passeggera. Ero d’accordo con mia mamma perche’ mi venisse a prendere un’ora dopo alla fermata d’arrivo, quindi per avvertirla sono dovuto tornare in facolta’ e le ho mandato un sms (sperando che lo legga).

Ora ripartiro’ sperando che la corriera delle 17 non mi giochi lo stesso scherzo, altrimenti… altro giro-lampo in universita’.

Visti da qui
siamo così piccoli
coriandoli
coloratissimi
chiusi così
dentro quei giocattoli
rettangoli
ordinatissimi

Vorrei sapere rinunciare
al campionato in corso
tenere spento il cellulare
per un bel po’ di tempo
nessuna sigaretta
e niente fretta
combattere…

Combattere la propria dipendenza
dipendenza dipendenza
riuscire in qualche modo a fare senza
a fare senza fare senza
capire dove sta la differenza
fra il vizio e l’esigenza
è una questione di coerenza
di coerenza

(…)

Daniele Silvestri – Dipendenza

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2 Responses to “L'instrumento dimoniaco”


  1. 1 Sisila 08/12/2005 alle 23:38

    allora è proprio vero che l’amore rammolisce…=P

  2. 2 WhiteFang 10/12/2005 alle 21:30

    Quello o la vecchiaia…


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