il rito delle elementari

Oggi è stato il primo giorno di quarta elementare per mia sorella e, come ogni anno, s’è svolto il rito di impacchettamento libri. Sì perché per me è proprio un rito! Mi ricordo che quando alle elementari ci andavo io, guardavo con ammirazione mia mamma e mio fratello che con poche semplice mosse, un taglio netto con la forbice, tre o quattro pieghe e due microscopici pezzettini di scotch, mi plastificavano i libri colorati che mi avrebbero accompagnato per tutto l’anno. Fantasticavo sul momento in cui sarei stata abbastanza grande per riuscire anch’io in quello che per me era un passaggio obbligato per diventare davvero grandi!

Quando quel momento è arrivato, ovviamente, non mi è sembrata più una cosa così tanto magica e meravigliosa, ma piuttosto una seccatura che segnava la fine dell’estate, arrivata sempre troppo presto.

Oggi però quando mia sorella è entrata in camera e mi ha offerto due smartis per incartarle i libri nuovi nuovi è successo qualcosa: mentre la carta scivolava da tutte le parti sentivo l’odore delle pagine colorate, l’odore che hanno solo i libri delle elementari e delle medie e qualche libro d’inglese delle superiori  – i libri universitari non sono abbastanza colorati per profumare così -. Mia sorella continuava a saltellarmi attorno, contentissima perchè presto avrebbe avuto i suoi libri impacchettati come dei piccoli regali e mi guardava, con ammirazione, dicendo che aveva fatto bene a chiedere proprio a me di aiutarla, perchè solo io li sapevo incartare così bene.

È stato in quel momento che mi sono ricordata quanto era bello per me e con un po’ di nostalgia ho guardato la felicità negli occhi di Celeste. Per poi accorgermi che ero felice anch’io della carta che scivola, dello scotch che si arrotola, del taglio troppo corto, di tutte quelle piccole cose che tanto piccole non sono…

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1 Response to “il rito delle elementari”


  1. 1 WhiteFang 20/09/2005 alle 02:05

    “… mentre la carta scivolava da tutte le parti sentivo l’odore delle pagine colorate, l’odore che hanno solo i libri delle elementari e delle medie e qualche libro d’inglese delle superiori – i libri universitari non sono abbastanza colorati per profumare così -. Mia sorella continuava a saltellarmi attorno, contentissima perchè presto avrebbe avuto i suoi libri impacchettati come dei piccoli regali e mi guardava, con ammirazione, dicendo che aveva fatto bene a chiedere proprio a me di aiutarla, perchè solo io li sapevo incartare così bene…”

    E’ fortunato chi può stare vicino ad una persona così attenta ai particolari, soprattutto a quelli piacevoli. Altrimenti la vita rischia di trasformarsi in un lungo, noioso volo ad alta quota.


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